La corsa impossibile. Kipchoge abbatte il muro delle due ore nella maratona.

Ottobre 16, 2019 0 Di AlteredMax

Lo scorso 12 Ottobre, a Vienna, Eliud Kipchoge ha stabilito un primato che una volta si pensava irraggiungibile: finire una maratona in meno di due ore.

Il tempo stabilito è stato di 1:59:40, sancendo la prima volta nella storia in cui un uomo ha corso 42,195 Km su strada così velocemente. Il ritmo è stato di 2’ 50” al Km, oppure se preferite di 21,18 Km/h… fermatevi un attimo a riflettere su questo punto.

Il buon Eliud (Keniota nato il 5 Novembre 1984) è uno dei più veloci maratoneti viventi, oltre ad essere uno dei più grandi campioni viventi. 

Detiene l’attuale record del mondo sulla distanza di 42Km in 2:01:39 ottenuto nel 2018 alla maratona di Berlino (un circuito considerato veloce) battendo il suo stesso precedente record del mondo di oltre 1 minuto (un miglioramento che non si era mai visto dal 1967 ad oggi).

Se abbiamo però detto che ha corso in meno di due ore sabato scorso, come mai il record del mondo è ancora di 2:01 ? Semplice, perché il primato stabilito a Vienna non verrà riconosciuto come record del mondo ufficiale.

I motivi a livello tecnico sono fondamentalmente due, in primis la corsa non si è svolta in una open race, l’unico partecipante all’evento era per l’appunto Eliud, ed in secondo luogo la modalità di rifornimento è stata anomala, con ciclisti che si affiancavano al corridore per consegnare il rifornimento invece che le stazioni fisse previste nelle gare. 

La corsa si è svolta in un evento organizzato da INEOS (colosso petrolchimico) ed ha previsto diversi accorgimenti per massimizzare l’efficacia di Kipchoge.

Innanzitutto, la città non è stata scelta a caso in quanto Vienna ha ottime caratteristiche in termini di temperatura, altezza dal mare e solo un’ora di fuso orario rispetto al campo di allenamento in cui Eliud si allena in Kenia con il suo storico coach Patrick Sang (la preparazione del tentativo ha richiesto 4 mesi di allenamento mirato). L’evento si sarebbe svolto in una finestra di possibili 8 giorni, per assicurarsi le migliori condizioni meteo possibili.

Il percorso scelto di poco più di 9 Km era per il 90% un rettilineo ed il campione non ha certo corso da solo.

Insieme a lui ha corso a gruppi di 7 una falange di 35 pacesetters tra cui alcuni campioni di calibro mondiale, i sopracitati ciclisti per i rifornimenti, e tutti erano preceduti da un’auto per aiutare ad impostare il ritmo (e diminuire ulteriormente l’attrito dell’aria).

Le stesse scarpe calzate erano un miracolo della tecnologia, le controverse Nike Vaporfly con struttura in carbonio che sembrano da sole migliorare la corsa dei maratoneti e che non sono ancora state messe sul mercato.

Se pensate però che tutti questi accorgimenti mirati alla maniacale ricerca della prestazione perfetta siano troppo e rendano vano il reale sforzo fatto dovrete ricredervi, perché nel 2017 la Nike provò a fare la stessa cosa sul circuito di Monza, sempre con il buon Eliud, che mancò di poco l’obiettivo finendo la maratona in 2:00:20

Battere il muro delle 2 ore era una cosa da fare. Più per quello che rappresenta un momento del genere per lo sport mondiale che per gli onori che ne possono derivare. 

All’arrivo c’erano ad aspettarlo la moglie ed i figli, che per la prima volta lo hanno visto correre dal vivo nonostante i tanti successi di una straordinaria carriera podistica.

Together, when we run, we can make this world a beautiful world” ha dichiarato dopo essere arrivato laddove nessun maratoneta era mai arrivato prima.

Un saluto allora a questo grandissimo campione che non finisce mai di ispirare il mondo, una gara dopo l’altra, aspettando il mitico record in una gara ufficiale. La porta è aperta, non resta che superarla.